Il nostro Istituto

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venerdì 27 maggio 2016

Sondaggio: hai mai fatto volontariato?



Dopo l'incontro con un volontario che si occupava di CLOWNTERAPIA abbiamo deciso di fare un sondaggio su chi dei nostri coetanei è interessato a provare questa nuova esperienza.
 
I clown-terapeuti si occupano di far sorridere i bambini in difficoltà e che sono affetti da malattie terminali; sono dei volontari che fanno questo lavoro non per i soldi ma per amore e per vedere il sorriso sul viso dei bambini. Sono persone da ammirare per il loro grande cuore e per la loro disponibilità, anche perché hanno un grande  impegno verso un lavoro bello ma anche triste, perché al contempo vedono piccoli bambini spegnersi e, come possono vedere un sorriso, a distanza di pochi giorni si potrebbe trasformare in una lacrima sul volto dei genitori.
 
Ma tornando al nostro sondaggio, abbiamo visto che molti vorrebbero fare del volontariato e questo ci rende fieri della nostra generazione! 
 

Una piccola grande donna



work in progress.....

venerdì 20 maggio 2016

Ancora sulla clownterapia




L'esperienza della scorsa settimana è stata indubbiamente interessante ed è stato illumintante il capire il ruolo di chi si occupa di clown terapia.
Adriano Aiello mi è apparso subito molto carismatico, suppongo sia collegato al suo mestiere di clown, ma non escludo che possa essere proprio il suo mestiere a dipendere dal suo carisma
Il sentire la storia del clown, il capire come l'idea di clown che ho sempre avuto fosse, anche se non del tutto, errata, con il suo carisma e la sua ironia è riuscito a farmi immergere in quella che la storia l'essenza del clown, di come il clown fosse un intrattenitore e non una persona dedita a far ridere mettendosi in ridicolo, di come l'immagine di clown che avevo, cioé del clown "Augusto", fosse solo un piccolo scorcio del "vero" clown.
Come già detto poc'anzi ho trovato illuminante il suo racconto.

La clown terapia : volontariato o missione?



La scorsa settimana abbiamo avuto il privilegio di incontrare qui a scuola Adriano Aiello, un bravissimo clown che, oltre che dedicarsi alla nobile arte della clownerie, si spende come volontario per la clown terapia presso il reparto oncologico-pediatrico del Policlinico di Catania. 
I ragazzi sono rimasti veramente colpiti ed hanno riassunto qui brevemente le loro riflessioni...

"Non avevamo mai sentito parlare dei clown che fanno ridere i bambini malati, però pensiamo che sia fantastico poterli aiutare e donare loro un sorriso... è la cosa più bella che possa esserci. Loro meritano il sorriso, sono piccoli e con tanta voglia di sorridere alla vita e, secondo noi, fare volontariato in questo modo non solo aiuta noi ma... aiuta i più piccoli e li rende felici. I volontari di clown terapia sono davvero persone da ammirare, perché vogliono bene ai bambini. Certo il loro non è un lavoro facile, perché spesso assistono alla morte dei loro piccoli amici, li vedono soffrire e non è facile per loro poter essere forti di fronte una ennesima morte. Nonostante questo riescono a tirare avanti grazie ai sorrisi dei bambini."

Grandi uomini si può essere non solo nella grande Storia ma, anche e soprattutto, nel banale quotidiano.

venerdì 6 maggio 2016

SONDAGGIO - La non violenza

Al  termine delle nostre riflessioni sulla vita di Gandhi e di Martin Luther King, avevamo proposto un sondaggio che poneva il seguente quesito : Credi che il metodo della non violenza sia ancora attuale?

Le opzioni di risposta erano:

  • Si
  • No
  • Forse
  • Dipende dal contesto
I votanti potevano dare più di una risposta, così il 100% ha risposto di si ed il 37% ha risposto che dipende dal contesto.


Noi crediamo che, purtroppo, oggi siano poche le persone che applicano nella loro vita il metodo della non violenza, però siamo convinti che sia la maniera migliore per risolvere i problemi e le ingiustizie. Sicuramente le esperienze di vita dei grandi uomini di cui abbiamo trattato, ossia il Mahatma Gandhi, Nelson Mandela e Martin Luther King, ci danno un grande esempio su come sia importante portare avanti le proprie idee ed i propri principi in maniera NON VIOLENTA. 

venerdì 22 aprile 2016

Grandi domande suscitano grandi uomini


Quando la grande musica incontra la grande storia : Pride (In the name of love) degli U2


Gli U2 hanno dedicato questo pezzo a Martin Luther King.


One man come in the name of love
One man come and go
One man come he to justify
One man to overthrow

In the name of love!
What more in the name of love?
In the name of love!
What more? In the name of love!

One man caught on a barbed wire fence
One man he resist
One man washed on an empty beach
One man betrayed with a kiss

In the name of love!
What more in the name of love?
In the name of love!
What more? In the name of love!

...nobody like you...there's nobody like you...

Mmm...mmm...mmm...
Early morning, April 4
Shot rings out in the Memphis sky
Free at last, they took your life
They could not take your pride

In the name of love!
What more in the name of love?
In the name of love!
What more in the name of love?
In the name of love!
What more in the name of love...


traduzione...


 Un uomo viene nel nome dell'amore
Un uomo viene e va
Un uomo viene per giustificare
Un uomo per cambiare le cose

Nel nome dell' amore
Cos'altro
Nel nome dell'amore
Nel nome dell'amore
Cos' altro
Nel nome dell'amore

Un uomo preso nel reticolato
Un uomo resiste
Un uomo sospinto su una spiaggia deserta
Un uomo tradito da un bacio

Nel nome dell'amore
Cos'altro
Nel nome dell'amore
Nel nome dell' amore
Un altro
Nel nome dell'amore

4 aprile mattino presto
Lo sparo un eco nel cielo di Memphis
Libero infine, ti han tolto la vita
Non sapevano come toglierti l'orgoglio

Nel nome dell'amore
Un altro
Nel nome dell' amore





Martin Luther King : "I have a dream" ... we have a dream too...


Continua il nostro viaggio alla conoscenza dei grandi uomini che hanno cambiato la storia dell'umanità, oggi parleremo di Martin Luther King.

Martin Luther King Jr. nasce il 15 gennaio 1929 ad Atlanta (Georgia), nel Profondo sud degli States.
Nel periodo '55-'60, invece, è l' ispiratore e l' organizzatore delle iniziative per il diritto di voto ai neri e per la parità nei diritti civili e sociali, oltre che per l'abolizione, su un piano più generale, delle forme legali di discriminazione ancora attive negli Stati Uniti.
Il culmine del movimento si ha il 28 agosto 1963 durante la marcia su Washington quando King pronunci a il suo discorso più famoso "I have a dream...." ("Ho un sogno"). Nel 1964 riceve ad Oslo il premio Nobel per la pace.
Il 4 aprile dell'anno 1968, mentre era a Memphis per partecipare ad una marcia a favore degli spazzini della città (bianchi e neri) che erano in sciopero, fu ucciso con dei colpi di fucile provenienti dal palazzo di fronte al suo hotel.

Vogliamo qui riportare alcune sue frasi importanti.

"...siamo stanchi di essere segregati e umiliati. Non abbiamo altra scelta che la protesta. Il nostro metodo sarà quello della persuasione, non della coercizione... Se protesterete con coraggio, ma anche con dignità e con amore cristiano, nel futuro gli storici dovranno dire: laggiù viveva un grande popolo, un popolo nero, che iniettò nuovo significato e dignità nelle vene della civiltà."
"Noi sfidiamo la vostra capacità di farci soffrire con la nostra capacità di sopportare le sofferenze.metteteci in prigione, e noi vi ameremo ancora. Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli, e noi vi ameremo ancora Mandate i vostri incappucciati sicari nelle nostre case nell' ora di mezzanotte, batteteci e lasciateci mezzi morti, e noi vi ameremo ancora. Fateci quello che volete e noi continueremo ad amarvi. Ma siate sicuri che vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Un giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi stessi: faremo talmente appello alla vostra coscienza e al vostro cuore che alla fine conquisteremo anche voi, e la nostra vittoria sarà piena".



venerdì 8 aprile 2016

Conviene essere non violenti?

Siamo due ragazze che frequentano il primo anno del liceo artistico, non abbiamo molta  esperienza di vita ma vogliamo raccontare le nostre esperienze quotidiane.
Per fortuna, nelle nostre classi non si litiga mai ma, se dovesse accadere, noi pensiamo che reagire con violenza sarebbe sbagliato, perchè la violenza genera altre violenze e spesso porta odio tra le persone. 
In questo periodo nella nostra società stanno accadendo fatti spiacevoli che coinvolgono bambini e donne, attentati terroristici, fenomeni di razzismo e di intolleranza, da questo si capisce che molti non seguono il metodo della non violenza e gli esiti sono disastrosi. 
Certo è DIFFICILE cambiare la società, ma potremmo iniziare noi stessi e poi chissà... 

N.B. queste riflessioni nascono da un bel dibattito in aula, primo segno di speranza e cambiamento.

venerdì 18 marzo 2016

La "non violenza" di una Grande Anima : il Mahatma Gandhi


Nel nostro viaggio alla scoperta dei Diritti umani fondamentali, non poteva mancare la riflessione su uno degli uomini più importanti della storia contemporanea : Mohandas Karamchard Gandhi.

In effetti tutti noi lo conosciamo con il nome che gli ha dato il poeta indiano Tagore, ossia Mahatma che vuol dire "Grande Anima".

Gandhi nasce il 2 ottobre 1869 a Portbandar in India ed in India morirà il 30 gennaio 1948, durante un incontro di preghiera, a causa dell'odio di un fanatico indù.

La sua vita è stata interamente spesa per l'indipendenza dell'India attraverso il metodo della lotta non violenta.

Gandhi organizza la disobbedienza civile per ottenere l'indipendenza dell'India dalla gran Bretagna; la manifestazione più importante fu la marcia del sale che si svolse nel 1930.

L'india ebbe la sua indipendenza il 15 agosto 1947 ma Gandhi non sopravvisse a lungo....

Noi pensiamo che il metodo della lotta non violenta dovrebbe essere un esempio per la nostra vita, infatti la violenza genera violenza mentre la pace genera pace. Se seminiamo gesti di pace, magari non vedremo i frutti subito ma siamo certi che qualcosa comincerà a cambiare.

un momento della marcia del sale

venerdì 4 marzo 2016

Quando un bruco diventa farfalla

 
"Il circo della farfalla" è un cortometraggio ormai diventato virale sul web.
Penso che ormai molti lo abbiano visto e rivisto ma rivederlo è sempre commovente.
La storia di Nick Vujicic ci testimonia che nulla può veramente fermarci se abbiamo una grande forza.
E noi? ci lasciamo fermare dai nostri problemi?
  

venerdì 12 febbraio 2016

Giganti volanti

 
Perché giganti volanti?
Avevamo inserito il video del meraviglioso concerto del Maestro Ezio Bosso al Festival di Sanremo, purtroppo è stato rimosso dal web... dunque possiamo inserire solo una semplice foto.
La vicenda umana di questo artista è comunque nota o, comunque, se volete cercare in rete notizie su di lui, ne potete trovare a bizzeffe.



Per essere un gigante non occorre essere un super eroe, un mega sportivo o un figo palestrato.
Uomini così volano e noi non possiamo fare a meno di godere della loro umanità.

The present

Oggi vogliamo condividere con voi un piccolo ma tostissimo cortometraggio.
Non vi diciamo nulla, guardatelo e vi sorprenderà...
Aspettiamo i vostri commenti.



venerdì 29 gennaio 2016

L' esperienza di una di noi

Ci racconta una ragazza del nostro gruppo :
 
" Sin dalle medie, nella mia classe ci sono stati dei ragazzi diversamente abili. Desidero raccontare l'esperienza fatta con un compagno di scuola di nome Alessio. Spesso era introverso, era violento, non guardava negli occhi e faceva quasi sempre dei dispetti in classe. Era un bambino autistico e molti in classe lo istigavano a fare ciò che era male, come picchiare gli altri bambini. Grazie all'aiuto dei professori e di qualche compagno, compresa me, lo aiutammo a capire ciò che faceva di sbagliato e, grazie alla pazienza, all'amore e alla perseveranza, il bambino migliorò. Imparò a scrivere e a leggere, imparò a comunicare, a sorridere, tanto che a fine anno ha donato una lettera a tutti noi, dove ha scritto : "Grazie, perché mi avete dato ciò che prima non avevo, il sorriso e la felicità".     
Da questo ho imparato che noi siamo tutti uguali, a prescindere dalla religione, dal colore della pelle, dalla vita che facciamo o dalle diverse abilità che abbiamo. Abbiamo tutti un cuore che batte in noi e, a maggior ragione, dovremmo amarci sempre".
  
Questa testimonianza è solo una delle tante, a molti di noi accadono esperienze simili.
Se volete, potete raccontarci la vostra esperienza nei commenti

venerdì 22 gennaio 2016

Cuerdas.... le corde di una amicizia


Continuiamo il nostro percorso di riflessione sulla disabilità proponendovi un cortometraggio veramente commovente : Cuerdas.
Purtroppo possiamo mostrarvi solo il trailer.... il film intero si trova solo su siti streaming, però vi assicuriamo che è da vedere!
Nelle nostre classi abbiamo sempre qualche studente speciale, vi racconteremo quanto prima la nostra esperienza personale, intanto potete votare il nostro sondaggio.

venerdì 15 gennaio 2016

Nessuno è perfetto.... Avvicinatevi!


Continuano i nostri dialoghi su quali sono i diritti di ogni uomo.
Oggi vi proponiamo di vedere questo video, guardatelo e seguiteci nel nostro percorso.
Vi invitiamo anche a votare nel sondaggio che abbiamo inserito. Il risultato sarà commentato nel nostro prossimo post.
BUONA VISIONE !!!!!!!!!!!!

venerdì 8 gennaio 2016

Alla fine della riflessione... la tolleranza secondo noi



Abbiamo riflettuto insieme sull'importanza della tolleranza. In questo momento molto difficile della nostra storia, funestato da ideologie integraliste e attentati terroristici, ci siamo chiesti cosa vuol dire rispettare le idee degli altri, soprattutto quando sono diverse dalle nostre.

Ci ha molto colpiti una frase che gira spessissimo sul web:
«Non sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo».
Questa frase viene solitamente attribuita allo scrittore Voltaire, ma è stata usata per la prima volta da Evelyn Beatrice Hall, una saggista conosciuta con lo pseudonimo di Stephen G. Tallentyre, in una biografia del filosofo del 1906, The Friends of Voltaire (Gli amici di Voltaire).
A noi non importa se queste parole sono state veramente scritte da Voltaire o no.... noi le troviamo giuste e le condividiamo.

Nel nostro gruppetto di studenti ci sono molte posizioni personali diverse, diverse fedi religiose o assenza di esse. Riflettendo sulla tolleranza e documentandoci sulle idee di altri pensatori, abbiamo trovato due frasi che vogliamo condividere con voi, perchè spiegano bene a quale risultato sono arrivati i nostri dialoghi.

"Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta è la tolleranza reciproca".
                                                                                                              (Mahatma Gandhi)

"Tolleranza è concedere a ogni altro essere umano tutti i diritti che si reclamano per sé stessi".
                                                                                                               (Robert Green Ingersoll)

Due settimane fa, avevamo proposto un sondaggio con questa domanda:
Ritieni che la tolleranza sia un valore fondamentale per ogni società?
Il 70% delle persone ha risposto SI, il restante 30% ha risposto che dipende dal contesto.
Noi ci ritroviamo un po' in tutte e due le posizioni.... per questo ci ha colpito e fatto anche sorridere questa frase:

La tolleranza è come il vino: un po’ fa bene, troppa è dannosa.
                                                                                                           (Beppe Severgnini)
Confessiamolo, quanti di noi sono convinti che, in certe situazioni, invece della tolleranza servirebbe una bella botta in testa? Ma lungi da noi spingere a questi comportamenti estremi....  Ritornando ad  essere seri, vogliamo ribadire quello che abbiamo capito all'inizio del nostro percorso di riflessione sulla tolleranza.
Ognuno di noi ha la sua idea sulla vita e sulle cose... ma perché queste dovrebbe portare per forza ad odiarsi? Possiamo dirvi, secondo la nostra esperienza concreta nel nostro gruppetto di lavoro, che stimarsi e accogliersi è possibile. Provare per credere:

La tolleranza non è non avere credenze. E’ come le tue credenze ti portano a trattare le persone che sono in disaccordo con te.
                                                                                                               (Timothy Keller)

P.S. tutto quello che è qui pubblicato è nato dalla collaborazione di tutto il nostro gruppetto di studenti!